Dalla clinica al laboratorio e ritorno – Parte 4 – La Stampa 3D
Prototipazione da file digitale ad altissima precisione La Stampa 3D è una tecnologia relativamente giovane con un potenziale enorme, introdurla all’interno della nostra filiera produttiva è stata una sfida che si sta dimostrando vincente.
Data la grande quantità di personalizzazioni che è possibile applicare nel momento della produzione di un dispositivo medico, il percorso che questo può effettuare all’interno del laboratorio può essere lungo e tortuoso, ma senza per questo incorrere in inefficienze e/o sprechi.
Abbiamo visto che sviluppare il modello 3D su cui progettare le lavorazioni è uno dei primi passaggi che vengono effettuati lungo la filiera digitale, ma una volta realizzata tale protesi come si fa a controllarne la precisione?
Quello stesso modello 3D adibito alla progettazione altro non è che l’equivalente del modello in gesso tradizionale
Grazie alle tecnologie moderne è possibile stamparlo in 3 dimensioni a partire da una resina speciale liquida che si rapprende strato dopo strato riproducendo fedelmente il disegno virtuale. Il modello che ne risulta è del tutto assimilabile alla sua corrispondente tradizionale in gesso e vi si possono effettuare tutti i controlli, le misure e le prove che si effettuerebbero lungo la filiera NON digitale.
Le potenzialità della Stampante 3D non sono però limitate alla produzione di modelli, infatti la resina che viene utilizzata per la stampa è un materiale che in gergo tecnico viene definito “calcinabile”, il che vuol dire che può essere fuso ed usato come stampo per colare strutture in metallo secondo la tecnica del Cast Fusion.
La stampante 3D e la sua produzione può essere usata in pressoché tutti gli ambiti di lavorazione, anche con tecnologie più tradizionali convertite al digitale, come appunto la fusione a cera persa e la produzione di scheletrati.
Anche questo strumento di produzione, come tutti quelli presenti in laboratorio, richiede una profonda esperienza da parte dei tecnici CAD/CAM proprio perché la grande precisione che si raggiunge significa anche che eventuali errori sul progetto o sul percorso macchina vengono fedelmente riprodotti dallo strumento. Per evitare che queste eventualità si presentino, i nostri tecnici specializzati vengono costantemente formati e si occupano direttamente della manutenzione ordinaria delle macchine.
L’uso della Stampa 3D all’interno della filiera produttiva è solo agli inizi ma noi, come Dental Team, riponiamo un enorme fiducia in questo strumento e nell’innovazione quotidiana che può fornire.
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Offriamo una gamma di lavorazioni per tutte le necessità, collaboriamo e forniamo assistenza in studio e in laboratorio per aiutare i nostri clienti a trovare la soluzione più idonea per ogni singolo paziente.
ContattaciCuriosità linguistica...
Il termine corretto da usare in odontoiatria è zirconia, che si riferisce all’ossido di zirconio, il materiale ceramico utilizzato per realizzare corone e restauri dentali. “Zirconio” invece si riferisce all’elemento chimico in forma metallica, che non è impiegato direttamente in odontoiatria. Quindi, parlando di corone o restauri, è preferibile usare zirconia per indicare il materiale ceramico.
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